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creato da G. Visetti * diretto da F. Fontanella

 


Opuntia ficus-indica (fico d'India)


Opuntia ficus-indica (fico d'India)


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Opuntia ficus-indica (fico d'India)

Scheda naturalistica


Famiglia: Cactaceae

 Opuntia ficus-indica (L.) Miller

Nome comune: fico d'India

Common name: prickly pear

Nome locale: ficurìnia, ficurìna o anche figurina

Descrizione: specie perenne, arbustiva, dimensioni 1-5 m. Fusto eretto, alla base legnoso e cilindrico, in alto ramosissimo, rami trasformati (cladodi) in articoli appiattiti (pale o palette) lunghi 20-50 cm, portanti sulla superficie piccole areole con 1-2 spine biancastre spesso mancanti. Fiori inseriti nella parte apicale dei cladodi, sessili, lunghi 6-7 cm, petali numerosi, disposti in più serie, di colore giallo brillante. Frutto a bacca, di forma ovoide, 5-9 cm, con superficie esterna, fornita di spine irritanti, di colore giallo o rossastra, polpa dello stesso colore, acquosa, dolciastra, con numerosi semi.   

Habitat: cresce nell’intervallo altimetrico tra 0 e 900 metri s.l.m. Coltivata e ampiamente naturalizzata.

Fioritura: Aprile-Luglio

note: pianta originaria del Messico, non dell'India come erroneamente suggerisce il nome, introdotta in Europa dopo la scoperta del continente americano. Comune nei Monti Lattari, in penisola sorrentina e isola di Capri.

Nel territorio il fico d'india è stato in passato ampiamente coltivato per realizzare siepi divisorie tra i coltivi. La notevole capacità di riproduzione vegetativa, per talea: i cladodi che cadono dalla pianta madre mettono radici e generano nuovi individui, ha poi determinato la rapida diffusione e naturalizzazione della specie. Ancora oggi molti coltivano questa pianta per realizzare siepi o anche per uso ornamentale.

Coltivata anche per la produzione di frutti, in questo caso la pianta è messa a dimora al margine dei coltivi o sul ciglio dei terrazzi.

La raccolta dei fichi d'India è molto comune ed è fatta indistintamente sugli esemplari piantati appositamente per i frutti, ma anche  per le siepi e naturalizzati.

Gli anziani raccontano che i frutti del fico d'India erano un tempo ampiamente sfruttati per l'alimentazione del bestiame (bovini, ovini, caprini) e umana. Anche i giovani cladodi, teneri e succosi, venivano dati in pasto al bestiame e, in tempi di carestia, consumati dall'uomo freschi o cotti.

I cladodi, frantumati - racconta Giovanni Visetti - si utilizzavano anche come concime mischiandoli al terreno appena zappato e nelle marine i pescatori strofinavano le palette (tagliate a metà) sotto gli scafi per far scivolare meglio le imbarcazioni fra le onde.

Localmente i fichi d'India erano messi in commercio da venditori ambulanti (ficurinari) che caricavano enormi cumuli di questi frutti su carretti, trainati da asini, o in grosse ceste per venderli in giro lungo le vie e i vicoli delle città. Per smerciare la mercanzia gli ambulanti adottavano una curiosa strategia: chi non voleva pagare per comprare solo una o due "figurine" poteva tentare la fortuna e giocarsele con l'appizzata. In questo caso il cliente versava un certo numero di centesimi e riceveva un coltello a serramanico che doveva far cadere in verticale sul cumulo di frutti; fatto questo estraeva il coltello molto lentamente facendo attenzione che le "figurine" non scivolassero via dalla lama. Se la manovra riusciva poteva prendere tutti i frutti infilzati e aveva diritto ad un altro tiro, viceversa se i frutti scivolavano via, cosa molto probabile, aveva perso tutto. I giocatori abili, in realtà pochissimi, potevano portare via anche otto-nove frutti pagandone in effetti solo uno o due.

Oggigiorno nel territorio le "figurine" sono vendute, in quantità limitata e in maniera molto meno folkloristica, nei chioschetti che servono bibite e frutta fresca e nei negozzi di frutta e verdura.

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Testi consultati:

1) ALIOTTA G., SALERNO C. (a cura di), 1998; 2) FIORI A., 1923-1925a; 3) NOCERA L., 2010; 4) PIGNATTI S., 1982; 5) RICCIARDI M., 1996; 6) ZANGHERI P., 1976.

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Opuntia ficus-indica (fico d'India)

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Immagini e testo a cura di Ferdinando Fontanella


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