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Le vicende di una pianta pazza

(di Ferdinando Fontanella da: Racconti di un naturalista stabiese - 2010)


PortulacaLa portulaca (Portulaca oleracea) è una pianta infestante delle colture orticole, originaria dell’Asia, oggi diffusa in tutto il mondo.

In Campania è nota con diversi nomi dialettali: purchiacchielo, porchiacca, perchiacchiella, porcellana, chiaccunella. Si tratta di una specie erbacea annuale, dal portamento prostrato con fusto e foglie succulenti di colore verdastro con riflessi rosso-bruno. I rami primari e secondari spessi come il fusto principale determinano un accrescimento radiale della pianta che arriva ad occupare aree con diametro superiore anche a 80 centimetri per tale motivo gli Arabi l’hanno denominata baqla hamqa, che significa “pianta pazza” o “pazzesca” a causa del modo in cui i rami si sviluppano senza alcun controllo.

La portulaca è interamente commestibile ed è conosciuta fin dall’antichità come importante pianta alimentare e medicinale. La tradizione contadina del comprensorio stabiano, dove l’erba è nota come purchiacchielo, annovera due metodi per cucinarla. Uno, di facile realizzazione e comune ad altre località d’Italia, prevede che la portulaca sia raccolta e preparata fresca all’insalata, in questo caso le parti più tenere raccolte nel periodo primaverile, da sole o insieme ad altre erbe di campo, possono essere condite con olio, sale, limone o aceto, e costituiscono un delizioso contorno per piatti a basse di carne, pesce, o formaggio.

L’altro metodo, tipico della nostra terra e più complicato da realizzare, prevede che la pianta raccolta nel periodo fine primavera-estate, privata delle radici e delle parti più dure, sciacquata in abbondante acqua corrente, sia immersa per alcuni secondi in acqua bollente, operazione questa che dovrà essere ripetuta tre volte. In seguito la portulaca deve essere stesa, su canovacci di tela naturale, al sole e all’aria di mare ad asciugare ed appassire. Una volta secca bisogna immergerla per pochi istanti e per tre volte in abbondante acqua di mare e rimetterla ad asciugare. Infine quando al tatto la pianta apparirà ben secca potrà essere chiusa in barattoli di vetro ben tappati e conservata nella dispensa per essere poi cucinata nel periodo invernale seguendo la gustosa ricetta dei purchiacchielli a fungetiello.

Ingredienti per quattro persone: 250 gr di purchiacchielli secchi; 250 gr di pomodori a pezzettoni; 50 cl d’olio extra vergine d’oliva; 1 peperoncino; 1 spicchio d’aglio; sale quanto basta.

Preparazione: fate rinvenire i purchiacchielli secchi in acqua fresca per qualche ora, poi lessateli in abbondante e bollente acqua giustamente salata per 7-8 minuti. Nell’attesa fate sfriggere in una padella l’aglio, l’olio e il peperoncino. Una volta lessi colate i purchiacchielli e uniteli allo sfritto e fateli saltare finché non appariranno ben fritti. A questo punto aggiungete il pomodoro, aggiustate di sale e terminate la cottura a fuoco moderato. Servire ben caldi, accompagnati da un buon pane casereccio e da vino locale.

Twitter: @nandofnt


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